Decidere di diventare coadiuatrice dell’asino, cioè l’esperta che in un setting terapeutico prende in carico l’animale, ha rappresentato per me una grande opportunità di crescita. E’ sicuramente aumentato il mio benessere complessivo e accresciuto il valore della relazione tra me e una’ltra specie. Questo succede quando ci si avvicina all’asino. Inoltre tale relaizione diventa ancora più benefica all’interno di un intervento di coterapia, poichè questa attività riduce la medicalizzazione del paziente e/o migliora il benessere di qualsiasi soggetto che si trovi in uno stato di disagio o bisogno anche momentaneo. I bambini in special modo sono interessati agli animali, si entusiamano alla loro presenza non a caso l’elemento zoomorfo è un tema dominante delle fiabe, dei giocattoli dei cartoni animati.  La presenza di un animale suscita un numero di emozioni diverse ed innesca un processo di focalizzazione che porta il soggetto al fare, alla proposta operativa. Le cooterapie dovrebbero sempre adottare modelli di intervento biopsico sociale integrato a quello strategico, cioè un modello che superi quello esclusivamente biomedico, basato sulla visione della malattia come una deviazione rispetto alla norma biologica e che invece tiene conto di fattori biologici psicologici e sociali nel valutare lo stato di salute.  La malattia infatti non dovrebbe essere trattata come entità indipendente dal comportamento sociale, enfatizzando così la funzioe del medico e ponedo il paziente in una condizione di totale passività. La salute è un concetto globale che non prescinde dalla realizzazione di sè.  In questo contesto appare quasi naturale la scelta dell’inserimento di un animale di un asino, anche in una piccola azienda agricola. L’asino è un animale incline all’incontro è morbido Può essere accarezzato, spazzolato odorato. L’asino stà spesso fermo, la sua staticità è una caratteristica che da sicurezza a chi lo tocca. Rimanda ad una reazione di accettazione, di contenimento. Non ama i rumori, la confusione, abbassa i toni.  Le espressioni e manifestazioni di un paziente vengono assorbite dall’asino. In questo senso è in grado di condividerle.  I benefici approtati da un intervento assistito con gli animali sono mlteplici: da un miglioramento dell’umore, un incremento delle capacità di attenzione ed autostima, alla riduzione dell’ansia e del vissuto di solitudine, dal potenziamento della memoria, alla stimolazione della partecipazione ad attività di gruppo . Oltre al mancato ricorso alla assunzione di farmaci.  Provare per credere.

Perchè l’asino? Un contributo dall’onoterapia.
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